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Titolo Effetto Domino

Nato nel maggio del 2014 con l’intento di
sensibilizzare il pubblico sulla violenza domestica,
“Effetto Domino” affronta questo scottante tema
affidandosi alle potenti immagini del teatro.

 

L'IDEA

Scritto e diretto da Michela Virago, “Effetto Domino” è frutto di numerosi studi, incontri, ricerche e riflessioni sull’argomento che portano inevitabilmente a porsi alcune domande:


E’ possibile riconoscere e prevenire la violenza?
Quali sono i primi segnali ai quali prestare attenzione?
Esistono dei mezzi per aiutare anche gli uomini a cambiare?


E soprattutto, poiché uno dei principali problemi legati al femminicidio è il silenzio


Come si possono ridurre i casi di femminicidio ed aumentare le denunce quando accadono?


Particolarmente rilevante ai fini della seconda parte dello spettacolo è stato conoscere il Metodo Scotland promosso da Patricia Scotland, membro della Camera dei Lord inglese ed ex ministro della Giustizia del governo Blair, grazie al quale in sette anni solo a Londra è stato riscontrato un calo delle vittime del 90%: nel 2003 erano state uccise 49 donne, nel 2010 il numero è arrivato a cinque.
Il sistema ideato dalla Scotland si fonda su alcuni elementi fondamentali tra i quali migliorare la funzionalità dei servizi attraverso una fitta interconnessione tra sistema giudiziario, polizia, servizi medico-sanitari e sociali, protezione e assistenza legale; in modo da garantire sicurezza, aiuto e supporto immediati alla vittima che trova il coraggio di denunciare.
In Italia purtroppo spesso le donne vittime di violenza non parlano non solo perché hanno paura o perché sono le prime a sentirsi in colpa, ma soprattutto perché non si sentono sufficientemente tutelate.
Inoltre non esistono, tranne qualche rara eccezione come quella del "centro di ascolto per uomini maltrattanti di Firenze", veri e propri programmi di recupero per uomini artefici di violenza. Nella maggior parte dei casi queste persone non ammettono nemmeno i loro errori e spesso continuano a minacciare anche dopo le prime denunce. Il risultato è che, la donna, una volta che ha avuto il coraggio di denunciare, continua a vivere nella paura.

 

IL TITOLO

Il titolo “Effetto Domino” è stato scelto perché racchiude in se vari significati:

- “IO DOMINO” è l’azione che  l’aggressore esercita sulla vittima.

- “DOMUS” in latino significa “CASA”, il maggiore teatro di violenza domestica.

- “EFFETTO DOMINO” è l’effetto a catena dato da tanti piccoli segnali che, se trascurati o tollerati dalla vittima, portano alla violenza.

- “EFFETTO DOMINO” è anche la forza che è in grado di esercitare ogni persona che sostiene ed aiuta la vittima, soprattutto se agisce in stretta collaborazione con tutte le altre figure di riferimento.

 

LA STRUTTURA DELLO SPETTACOLO

Lo spettacolo si apre con un brevissimo audio introduttivo per quantificare il fenomeno del femminicidio (che in Italia vede una media di più 100 donne all’anno uccise per violenza domestica) e continua narrando 3 storie di violenza:


1. Quella di una donna che racconta la sua storia attraverso gli occhi della vittima: come è nata la relazione, quali sono stati primi segnali che ha giustificato e trascurato, quali giochi psicologici precedono il “mettere le mani addosso”. In questo caso il motore che muove le fila del racconto è la gelosia morbosa di lui.

 

Vedi Trailer prima parte

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2. Quella di uomo che racconta la sua storia attraverso gli occhi dell’aggressore, incapace di ammettere le sue colpe e che si giustifica parlando di comportamenti “inadeguati” della compagna. In questo caso ciò che porta l’uomo a compiere un atto così estremo è il senso di frustrazione, il non sentirsi all’altezza, il sentirsi “superato” e trascurato da una donna “perfetta...che poi tanto perfetta non era a pensarci bene”, come dice lui.

 

Vedi Trailer seconda parte

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Alla fine della seconda storia ci sarà un breve stacco musicale, dove la splendida voce di Laura ci guidera attraverso le note di una canzone, in un viaggio di una donna in qualche modo vittima dell'uomo che ama.

3. Lo spettacolo si chiude con la storia di una terza coppia, che racconta come ci si può muovere e a chi si può chiedere aiuto se si è vittime di violenza domestica.
Spesso le donne scelgono il silenzio perché vengono isolate dal loro carnefice e non conoscono gli aiuti che possono avere dal mondo esterno. Mettere in scena le possibilità che l’ambiente ti offre è stato il nostro modo per ridare speranza a tutte le donne in difficoltà.

 

Vedi Trailer terza parte

4. GianBea 8

 


Abbiamo scelto di aprire una finestra di speranza anche per l’uomo, evidenziando che esistono delle possibilità di recupero anche per lui.
Ma il finale legato alla figura maschile è lasciato volutamente aperto (lo spettatore non saprà mai se cambierà veramente) perché purtroppo, nella maggior parte dei casi, l’uomo violento non arriva nemmeno ad ammettere di aver sbagliato e di avere bisogno di un sostegno psicologico per cambiare il suo modo di amare.

 

LE SCARPE ROSSE:

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Con le decine di scarpe rosse sospese sopra il palco, (ispirate all’idea “Zapatos Rojos”, il progetto d’arte pubblica dell’artista messicana Elina Chauvet che ha portato le scarpe rosse a diventare il simbolo del femminicidio in tutto il mondo), abbiamo voluto simboleggiare le storie ancora “sospese” di tutte quelle donne che sono tuttora vittime di violenza.
Scarpe sospese che possono ancora scegliere quale sarà il loro destino e che possono e devono essere sostenute ed aiutate.
Le scarpe sono diverse tra loro perché la violenza domestica è un fenomeno trasversale: vittime ed aggressori provengono da ogni ceto sociale, posizione economica e lavorativa, nazionalità e livello di istruzione.


Lungo la strada il pubblico viene accompagnato in sala da altre scarpe rosse che raccontano di storie accadute: è il nostro modo per ricordare e rendere onore alle donne che non ce l’hanno fatta e che, a loro modo, sono state spettatrici di questo perverso teatro di violenza.

 

 

SOPRA E SOTTO IL PALCO

Attori: Michela Virago, Francesco Marconi, Beatrice Elisabetta Castellan,

Gianluca Renosto, Roberto Bronca, Monica Martignago

 Musiche: Maria Carlotta Penzo e Stefano Morelli

Canta: Laura Barbisan

Audio e Luci: Sergio Capretta

 

Durata: 1 ora e 10 circa

 

 

 LA LOCANDINA:

Locandina Effetto Domino GENERICA

 

 

Ecco alcune foto dello spettacolo:

1. Michy1  1. Michy5  

   GIAN9733 Monica  GIAN9773   GIAN9770

3. Canzone 1  4. GianBea 19 4. GianBea 23 4. GianBea 30 

 

 Se siete interessati al progetto e volete maggiori informazioni, o se desiderate ricevere la nostra newsletter per essere informati sulle attività che proponiamo, scrivete a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Ecco alcuni commenti di chi ha visto lo spettacolo:

  15.03.2015 - “Buongiorno, sono la ragazza che ha scritto la lettera che avete messo in scena ieri sera... voglio dirvi grazie. Ieri sera ho pianto tutte le lacrime che avevo soffocato. Avete abbassato le mura di quella casa. Avete dato voce a me, a mio marito e al dolore. Mi sento libera, non soffoco più. In qualche modo mi sento risolta. Fate qualcosa di grande ed immenso. GRAZIE.
E grazie anche al ragazzo che ha interpretato il carnefice nel primo monologo. Durante la scena l'ho odiato, avrei voluto gridare, alzarmi e urlagli in faccia il dolore della sua follia. È stato difficile guardarlo dietro le quinte…. poi quando l'ho abbracciato ho perdonato mio marito, e credo, anche me stessa. Grazie di cuore. Continuate ragazzi perché regalate la libertà.”. 

-  Anonima  -

 

 16.03.2015 - “Confesso che ho pianto leggendo e rileggendo le parole del "giorno dopo" che vi ha inviato la ragazza della lettera. Vi dico grazie, perché avete dato alla Commissione, a Cervignano, a chi vi ha seguito un vigoroso impulso a riflettere e continuare la "lotta ".

Grazie a Terzo Atto, "Voci di donna" ha davvero e finalmente dato "voce" alle tragedie che ancora molto spesso rimangono soffocate o sommerse da omertà domestiche ed esterne, da dolorosi e radicati pregiudizi, da educazioni sentimentali sbagliate.

   Il vostro spettacolo è talmente importante che vorrei che tantissime donne di ogni età e condizione sociale potessero vederlo. E' l'augurio che vi faccio e certamente vi faremo pubblicità.”. 

-   Giuliana -

 

 

15.03.2015 “Spettacolo coinvolgente ed emozionante. sarebbe da portare nelle scuole.... “- Paola Pravisani

15.03.2015 -“Molto d'impatto, ha fatto riflettere davvero su molte cose... Complimenti davvero!!! Bellissimo e bravissimi....!!!!” - Mattia Godeassi

15.03.2015 -“Molto toccante.. - Alberto Maracchi

15.03.2015 - “Uno spettacolo mozzafiato! Lo dico per chi non era presente: uno "spettacolo" coinvolgente che tutti dovrebbero vedere...anche per capire alcuni segnali che sono campanelli d'allarme. Ti fa molto riflettere - Luca Furios

15.03.2015 -“Bella serata ieri in ‪Casa della musica a ‪Cervignano per parlare di violenza domestica con la compagnia teatrale Terzo Atto” - Federico Gratton

15.03.2015 - “Bella serata. Terzo Atto bravissimi. Grazie a tutti!” -  Elisabetta Matassi

15.03.2015 - “Veramente bello spettacolo. Molto significativo!”  - Lidano Di Raimo

15.03.2015 - “…capaci di trasmettere forti emozioni."  - Mario Matassi

15.03.2015 - “Emozioni forti, una rappresentazione che ha toccato tutti i presenti nel profondo dell'anima. Uno 'spettacolo' che ti cambia la vita.” -Daniela Aronica

15.03.2015 - “...e' stato... travolgente!” -   Ljiljana Lilly Damjanovic

15.03.2015 - “E’ stato travolgente come abbiano saputo trasmettere senza urlare rabbia, ma 'costruendo' dal di dentro la situazione che porta all'omicidio o, come nel finale di speranza, abbiano dato rilievo al sostegno delle strutture istituzionali e alla vita."Loredana Marano

15.03.2015 - “Davvero uno spettacolo che merita d'esser visto. Anche per capire e per rendersi conto di cosa succede all'interno delle mura domestiche. Complimenti ragazzi che portate avanti questo spettacolo, ricco di messaggi.” - Mattia Godeassi

25.03.2015 - “Tante piccole azione portano ad un risultato.
Cambia anche una sola di quelle tante piccole azioni e cambierai il risultato. Grande storia!”       - Elisa Poloni